FAQ – Domande e Risposte

SATA Studio Agronomico supporta aziende vitivinicole, consorzi, enti e istituti di ricerca che desiderano integrare sostenibilità, innovazione e misurabilità lungo tutta la filiera, dalla vigna alla bottiglia.

La consulenza include analisi agronomiche, misurazione di indicatori ambientali (carbon footprint, water footprint), supporto a certificazioni e progettazione di sistemi produttivi orientati alla resilienza e alla tutela della biodiversità.

La Carbon Footprint misura le emissioni di gas serra generate dall’azienda lungo il ciclo produttivo. SATA Studio Agronomico supporta la raccolta dati, l’elaborazione secondo standard riconosciuti, l’interpretazione strategica dei risultati e l’eventuale affiancamento durante processi di certificazione. Ita.Ca. è il primo calcolatore delle emissioni di gas a effetto serra progettato nello specifico per il settore vitivinicolo italiano, nato nel 2009 in collaborazione con WFA (Winemakers’ Federation of Australia) e da allora in constante aggiornamento.

Ogni standard ha requisiti e ambiti specifici (ambientali, sociali, economici). SATA Studio Agronomico accompagna l’azienda nella scelta del percorso più coerente con struttura, obiettivi e mercato di riferimento.

BioPASS è un protocollo sviluppato da SATA Studio Agronomico per analizzare la fertilità e la biodiversità del suolo in vigneto. Permette di trasformare la sostenibilità in dati concreti e confrontabili nel tempo.

Sì. SATA Studio Agronomico progetta interventi di integrazione tra vigneto e infrastrutture naturali (boschi, siepi, ecc.) con l’obiettivo di attivare servizi ecosistemici, migliorare la resilienza e valorizzare il paesaggio.

Sì. SATA Studio Agronomico sviluppa progetti finanziati, tesi di laurea e percorsi di ricerca applicata per portare innovazione concreta nelle aziende vitivinicole.

Maggiore consapevolezza gestionale, dati utilizzabili nella comunicazione B2B e B2C, allineamento ai requisiti di mercato e accesso facilitato a bandi e opportunità istituzionali.

Attraverso un percorso strutturato, che integra consulenza tecnica, monitoraggi periodici, aggiornamento normativo e supporto strategico per evolvere in modo misurabile e coerente.

Sì. Se progettata su base agronomica e scientifica supportata da esperienza e sperimentazione, l’agroforestazione può perseguire l’obbiettivo di integrare il vigneto senza ridurne la produttività. L’inserimento di boschi, siepi o alberature favorisce servizi ecosistemici come regolazione microclimatica, gestione dell’acqua e biodiversità funzionale. L’obiettivo non è sottrarre superficie produttiva, ma aumentare stabilità e resilienza del sistema nel tempo, con possibili effetti positivi sulla qualità dell’uva e sull’identità territoriale del vino.