Agroforestazione nel vigneto: il caso Mosnel e la ricerca della viticoltura del domani
Il 29 aprile 2026, presso Mosnel, in Franciacorta, si è svolto l’incontro “Agro-forestazione, alla ricerca della viticoltura del domani”, organizzato in occasione dei 190 anni dell’azienda.
Un appuntamento nato per mettere in dialogo esperienze, ricerca scientifica e visioni complementari attorno a un tema, che Sata Studio Agronomico segue da anni: l’integrazione tra vite, alberi, biodiversità, suolo e paesaggio.
L’agroforestazione applicata al vigneto rappresenta oggi una delle direzioni più interessanti per ripensare la viticoltura in chiave ecologica, produttiva e culturale. È un approccio, che richiede competenze diverse, osservazione nel tempo e capacità di adattare ogni scelta al contesto specifico.
Per Sata, questo percorso trova una sintesi nel progetto VitiSilva, dedicato all’agroforestazione e alla viticoltura rigenerativa, che approfondisce il rapporto tra sistemi viticoli, infrastrutture naturali e servizi ecosistemici.
Mosnel: agroforestazione tra pratica, ricerca e paesaggio
La scelta condivisa con Mosnel di avviare i primi progetti di agroforestazione nasce da una visione precisa: considerare la vigna come un ecosistema vivo, nel quale produzione, equilibrio biologico, qualità del suolo e paesaggio sono parti dello stesso sistema.
Nel vigneto Mosnel, questo approccio si è tradotto in interventi concreti:
- una siepe di specie arbustive autoctone lungo circa 800 metri di bordo vigneto;
- una spirale composta da 65 coppie di piante, tra carpini e biancospini;
- monitoraggio annuale della biodiversità faunistica attraverso il protocollo BioPASS di Sata.
La spirale, progettata secondo la sequenza di Fibonacci e al cui centro si colloca uno dei simboli dell’azienda: la musna, integra valore agronomico, funzione ecologica e lettura paesaggistica. La disposizione delle piante accompagna il vigneto verso una maggiore complessità, creando nuovi spazi di biodiversità e relazione tra elementi vegetali, animali e produttivi.
L’agroforestazione come sistema, oltre la semplice presenza degli alberi
Inserire specie arboree o arbustive in un vigneto è solo una parte del percorso. L’agroforestazione infatti richiede una progettazione, che tenga insieme più dimensioni:
- la scelta delle specie;
- la distanza dalla vite;
- l’orientamento;
- la gestione della luce;
- il rapporto con l’acqua;
- la fertilità del suolo;
- la biodiversità funzionale;
- la qualità del paesaggio.
Ogni elemento contribuisce al funzionamento complessivo del vigneto.
Per questo, l’agroforestazione è una pratica che richiede metodo, monitoraggio e lettura del contesto. La convivenza tra vite e alberi può generare benefici importanti, quando viene progettata in modo coerente con le caratteristiche del sito e con gli obiettivi dell’azienda.
Il ruolo di Sata Studio Agronomico: ricerca, osservazione e metodo
Nell’azienda Mosnel, Sata ha portato un approccio fondato su consulenza agronomica, ricerca applicata e monitoraggio nel tempo. Le attività dello Studio si inseriscono in una visione più ampia della sostenibilità vitivinicola, che comprende:
- la valorizzazione della sostanza organica;
- la gestione a basso impatto;
- il monitoraggio della biodiversità;
- la lettura della fertilità biologica dei suoli;
- la mitigazione delle emissioni;
- il supporto tecnico alle aziende nel percorso verso sistemi produttivi più resilienti.
Attraverso BioPASS, Sata Studio Agronomico monitora la biodiversità e la qualità funzionale dei suoli, osservando come gli interventi agronomici e agroforestali incidano nel tempo sulla capacità del vigneto di accogliere vita.
Questo aspetto è centrale: l’agroforestazione richiede una valutazione continua, perché ogni vigneto ha caratteristiche proprie e ogni scelta deve essere verificata nella sua evoluzione.
Biodiversità, suolo e servizi ecosistemici
Uno degli aspetti più rilevanti dell’agroforestazione è la possibilità di favorire servizi ecosistemici utili al vigneto. Siepi, alberi, aree boscate e coperture vegetali possono contribuire a:
- migliorare la qualità biologica del suolo;
- aumentare la sostanza organica;
- favorire la presenza di insetti utili;
- arricchire le dinamiche di popolazione;
- migliorare la gestione dell’acqua;
- sostenere la resilienza del sistema viticolo;
- aumentare la complessità ecologica del vigneto.
In questa prospettiva, il vigneto diventa un sistema più articolato, capace di integrare produzione, biodiversità e paesaggio.
L’obiettivo è creare condizioni favorevoli alla convivenza tra vite, organismi vegetali e animali, affinché il vigneto possa esprimere un equilibrio più ricco e funzionale.
Tra filari e chiome: una nuova ecologia del vigneto
Durante l’incontro è emersa con forza una riflessione: per molto tempo il vigneto moderno ha cercato ordine, uniformità e controllo. Oggi l’integrazione tra vite e alberi riapre una possibilità progettuale: intervenire sul funzionamento del vigneto attraverso una maggiore complessità ecologica.
La presenza arborea può influenzare:
- il microclima;
- la disponibilità idrica;
- la temperatura percepita nel vigneto;
- la dinamica della luce;
- l’attività biologica del suolo;
- i cicli dei nutrienti;
- la maturazione delle uve.
I benefici dipendono dalla progettazione. Distanze, orientamento, specie, potatura e gestione del cotico erboso determinano l’equilibrio tra vite e alberi. Per questo l’agroforestazione richiede un approccio tecnico maturo, misurabile e adattabile.
Il paesaggio come parte del progetto agronomico
L’esperienza Mosnel mostra che l’agroforestazione riguarda anche il paesaggio.
Il vigneto è un luogo produttivo, ma anche uno spazio vissuto, osservato, attraversato. La qualità del paesaggio incide sull’identità dell’azienda, sulla relazione con il territorio e sull’esperienza delle persone che lo abitano.
Nel caso Mosnel, la spirale di piante, la siepe e i percorsi di biodiversità diventano parte di una progettazione, che tiene insieme agronomia, percezione e bellezza. Questo approccio apre una riflessione più ampia: il paesaggio agricolo può diventare un luogo capace di generare valore ecologico, culturale e umano.
Agroforestazione e benessere: il vigneto come sistema vivo
L’incontro ha portato anche una prospettiva legata alle neuroscienze ambientali.
Gli ambienti naturali ricchi di biodiversità e complessità visiva possono contribuire al benessere cognitivo ed emotivo delle persone. Un vigneto che integra siepi, alberi e biodiversità diventa quindi anche un paesaggio più ricco da vivere, attraversare e percepire amplificando il significato dell’agroforestazione. Il vigneto agroforestale è un ecosistema produttivo, ma anche un luogo in cui natura, lavoro umano, memoria e percezione si incontrano.
Per le aziende vitivinicole, questo significa immaginare nuovi modi di costruire relazione con il territorio, con chi lavora in vigna e con chi vive l’esperienza del vino.
VitiSilva: un percorso per la viticoltura del futuro

L’esperienza Mosnel si inserisce pienamente nella visione di VitiSilva, il progetto di Sata Studio Agronomico dedicato all’agroforestazione e alla viticoltura rigenerativa.
VitiSilva nasce per approfondire e accompagnare percorsi, in cui la vite dialoga con alberi, siepi, boschi, suolo e biodiversità. Il suo valore risiede nell’approccio multidisciplinare: agronomia, ecologia, ricerca, paesaggio e cultura del territorio lavorano insieme per costruire modelli adattabili ai diversi contesti viticoli.
Ogni azienda parte da condizioni specifiche, per questo l’agroforestazione richiede una progettazione dedicata, capace di leggere il luogo e definire interventi coerenti con le sue caratteristiche.
Una viticoltura che osserva, misura e costruisce nel tempo
L’agroforestazione invita a cambiare prospettiva. Il vigneto viene osservato come sistema aperto, in relazione con il suolo, l’acqua, le piante, gli insetti, il paesaggio e le persone. Il caso Mosnel mostra come un progetto nato da una visione possa diventare un laboratorio concreto, capace di generare conoscenza e di ispirare nuove applicazioni.
Per Sata Studio Agronomico, questa è una direzione di lavoro centrale: accompagnare le aziende vitivinicole verso scelte fondate su osservazione, ricerca e capacità progettuale.
La viticoltura del domani si costruisce anche così: attraverso sistemi più ricchi, paesaggi più vivi e pratiche capaci di unire produzione, biodiversità e qualità del territorio.






