L’agroforestazione diventa così un modo per proteggere e valorizzare insieme il vigneto, il territorio e la relazione tra natura, produzione e presenza umana.
Agroforestazione e vigneto: il progetto VitiSilva tra ricerca, biodiversità e futuro
Stiamo vivendo una fase climatica, in cui l’agricoltura è chiamata ad assumere un ruolo da protagonista. Nel settore vitivinicolo, il modello produttivo attuale richiede un ampliamento dello sguardo: la vite va letta dentro il territorio in cui cresce, nelle relazioni con il suolo, il microclima, la biodiversità, il paesaggio e le persone.
Da questa visione nasce il confronto sull’agroforestazione nel vigneto, al centro del progetto VitiSilva di Sata Studio Agronomico.
L’agroforestazione applicata alla viticoltura introduce una prospettiva di lungo periodo: integra specie arboree e arbustive con il sistema viticolo, osservando le interazioni, che possono generarsi tra vite, bosco, biodiversità, servizi ecosistemici e produzione.
A raccontare questa visione sono i professionisti intervenuti nel confronto: Marta Donna, Pierluigi Donna, Angelo Divittini, Stefano Saderi di Sata Studio Agronomico e Valperto degli Azzoni dell’omonima azienda.
Perché parlare oggi di agroforestazione nel vigneto
In questa fase climatica, la viticoltura è chiamata ad ampliare il proprio sguardo, osservando il vigneto nella relazione con il territorio, il suolo, la biodiversità, il microclima e il paesaggio. La prospettiva è infatti quella di ampliare il ruolo del vigneto nella relazione con il territorio, l’agroforestazione si inserisce in questo scenario come percorso sperimentale, adatto a indagare nuove possibilità e a preparare il sistema viticolo a condizioni in evoluzione.
L’uso di modelli previsionali permette di riflettere sul futuro contesto climatico e sul diverso grado di adattabilità delle specie, compresa la vite tanto che questa riflessione consente di valutare, se la mitigazione degli effetti climatici possa essere favorita anche attraverso pratiche agroforestali.
In questa visione, l’agroforestazione richiede imprenditori lungimiranti, capaci di intraprendere percorsi, che osservano il presente e guardano al futuro.
Che cos’è l’agroforestazione in ambito vitivinicolo
L’agroforestazione, applicata alla viticoltura, significa integrare alberi, arbusti e altre specie vegetali all’interno o attorno al vigneto.
Nel caso di VitiSilva, la vite viene osservata come parte di un ambiente più ampio: un sistema vivo, in cui suolo, piante, insetti, animali, microclima e presenza umana possono entrare in relazione tra loro.
L’obiettivo è comprendere quali benefici possano nascere da questa convivenza tra vite e altre specie vegetali.
Un bosco, una siepe, una pianta forestale o una specie fruttifera possono contribuire a rendere il vigneto più ricco e complesso. Possono influenzare la biodiversità, il microclima, la vita del suolo e il modo in cui il vigneto reagisce ai cambiamenti del territorio.
La viticoltura moderna, nel tempo, si è spesso semplificata: filari ordinati, gestione standardizzata. L’agroforestazione invita ad ampliare questa visione, riportando la vite dentro un contesto più articolato e naturale.
Per questo, VitiSilva guarda al vigneto con una prospettiva più lunga: osserva ciò che accade in una stagione e, allo stesso tempo, ciò che può evolvere negli anni attraverso la relazione tra vite, alberi, biodiversità e paesaggio.
Dalla vite al sistema: l’approccio ecosistemico
Nella viticoltura moderna diventa sempre più importante osservare il vigneto come parte di un ambiente più ampio. Ogni vigneto infatti vive dentro un territorio fatto di suolo, luce, acqua, piante, insetti, animali, microclima e presenza umana.
L’approccio ecosistemico parte proprio da qui: dalla consapevolezza, che tutti questi elementi possono entrare in relazione tra loro e influenzare il modo in cui il vigneto cresce, si adatta ed evolve nel tempo.
Con l’agroforestazione, la vite viene osservata insieme a ciò che la circonda: alberi, arbusti, bosco, biodiversità, fauna, suolo e microbioma. Questa visione permette di leggere il vigneto come un sistema vivo, dove ogni elemento può avere un ruolo e contribuire all’equilibrio complessivo del luogo.
La vite resta al centro del progetto, inserita però in una rete di relazioni più ampia, capace di raccontare il legame tra produzione, territorio, ambiente e paesaggio.
Da dove parte un progetto come VitiSilva

L’agroforestazione applicata al vigneto è un ambito ancora in evoluzione. Per questo, un progetto come VitiSilva parte dall’osservazione concreta del luogo, in cui il vigneto si inserisce.
Il primo passo è lo studio del territorio: conoscere le piante già presenti, leggere il paesaggio, osservare il contesto naturale e comprendere la storia del luogo.
Ogni territorio ha caratteristiche proprie perciò, prima di definire un progetto di agroforestazione, è importante considerare diversi aspetti: la vegetazione esistente, la forma del paesaggio, la storia agricola dell’area, il percorso dell’imprenditore e le tecniche tradizionali, che appartengono a quel contesto.
Tra gli elementi emersi nel confronto c’è anche il recupero della vite maritata, una tecnica antica, ereditata dagli Etruschi, che racconta il legame tra vite, alberi e memoria del paesaggio.
In questa visione, il progetto nasce dal territorio stesso: dalla sua storia, dalle sue piante, dalle sue forme e dalle relazioni che nel tempo hanno costruito la sua identità.
Il ruolo della scienza nel progetto di agroforestazione
In un progetto di agroforestazione è importante partire con idee chiare fin dall’inizio. La scelta delle specie da inserire, il modo in cui verranno disposte e il loro rapporto con il vigneto richiedono attenzione, studio e confronto.
Per questa ragione, in VitiSilva, la scienza e la ricerca hanno un ruolo fondamentale. Il dialogo con istituti di ricerca e università aiuta a capire, quali specie possano essere più adatte a un determinato luogo e come potrebbero comportarsi nel tempo, anche in relazione al clima futuro di quello specifico sito.
La ricerca permette inoltre di osservare l’evoluzione del progetto anno dopo anno: quali presenze si sviluppano, come cambiano le dinamiche tra le specie, quali relazioni si creano tra piante, ambiente e vigneto.
L’agroforestazione diventa così un percorso da seguire nel tempo, fatto di osservazione, monitoraggio e capacità di adattare le scelte in base a ciò che il luogo esprime.
Suolo, microbioma, luce e microclima
VitiSilva è anche un progetto di osservazione. L’obiettivo è infatti di capire cosa accade, quando la vite entra in relazione con una parte forestata: alberi, arbusti, bosco e altre specie vegetali.
Gli aspetti da osservare sono molti. Si guarda al suolo, alla vita che lo abita, alla luce disponibile, al microclima, alla fauna e al modo in cui tutti questi elementi possano influenzare il vigneto.
Il bosco, ad esempio, può contribuire a modificare il microclima dell’area in cui si trova la vite. Può influenzare temperatura, ombra, umidità e condizioni generali del luogo.
Il punto centrale è osservare come queste relazioni si sviluppano nel tempo e quali effetti possono avere sulla produzione e sulla qualità dell’uva.
VitiSilva permette di studiare in modo concreto le interazioni tra vite, bosco, ambiente e persone, raccogliendo informazioni utili per comprendere meglio l’evoluzione del sistema viticolo.
Biodiversità, BioPASS e terroir
Parlare di sostenibilità ambientale significa parlare anche di biodiversità. Un vigneto vive meglio quando è inserito in un ambiente ricco, dove il suolo, le piante, gli insetti, gli animali e il microclima entrano in relazione tra loro.
L’agroforestazione va proprio in questa direzione: porta il vigneto dentro un contesto più complesso e più vivo, capace di arricchire il sistema viticolo anche dal punto di vista della biodiversità.
In questo percorso si inserisce anche BioPASS, il protocollo di Sata Studio Agronomico dedicato allo studio della biodiversità e della fertilità dei suoli. Le osservazioni condotte attraverso BioPASS mostrano quanto la biodiversità sia centrale per comprendere il terroir.
Il vino, infatti, nasce dalla vite, dal suolo, dal clima e dalle scelte dell’uomo, insieme a tutto ciò che circonda il vigneto. Perciò aumentare la biodiversità significa contribuire alla ricchezza del sistema, in cui la vite cresce e, di conseguenza, alla complessità del prodotto che quel territorio può esprimere.
Servizi ecosistemici: le relazioni che sostengono il sistema
Al fine di capire il valore dell’agroforestazione in ambito vitivinicolo, è utile partire dal concetto di servizi ecosistemici. Con questa espressione si indicano i benefici, che un ambiente può generare quando i suoi elementi sono in relazione tra loro.
Nel vigneto, questi elementi possono essere molti: il suolo, le piante, gli alberi, gli insetti, gli animali, il microclima, la vite… Ogni elemento può avere un ruolo. Alcuni effetti sono più immediati e visibili, altri sono più indiretti e richiedono tempo per essere osservati.
L’agroforestazione aiuta proprio a leggere questa rete di relazioni. Osservare come vite, bosco, suolo, biodiversità e fauna interagiscono tra loro permette di comprendere meglio il funzionamento del sistema e di favorire dinamiche utili anche all’attività produttiva.
In questa prospettiva, il vigneto viene considerato come parte di un ecosistema più ampio, dove la qualità del luogo nasce dall’equilibrio tra produzione, ambiente e vita che lo abita.
Proteggere la vite, il territorio e le persone
Nel confronto tra professionisti emerge un concetto molto importante: protezione. Nel progetto di agroforestazione, proteggere significa prendersi cura della vite e del contesto in cui cresce.
La vite è al centro del sistema, insieme alla qualità dell’uva e del vino. Allo stesso tempo, il suo equilibrio dipende anche dal territorio, dal suolo, dal microclima, dalla biodiversità e dalle relazioni che si creano intorno al vigneto.
In questa visione, il terroir viene letto come l’incontro tra uomo, ambiente, contesto, genetica e biodiversità. Ciò che arriva nel bicchiere è anche il risultato del luogo, in cui la vite vive: del suolo, del clima, delle piante, degli insetti, degli animali e delle scelte compiute nel tempo.
Il bosco può contribuire a creare un ambiente favorevole alla vite e, allo stesso tempo, uno spazio capace di generare benessere per le persone che lo attraversano, lo osservano e lo vivono.
Acqua, territorio e sostenibilità concreta
Un progetto di agroforestazione può aiutare anche a parlare in modo più concreto di sostenibilità. Tra i temi più importanti c’è quello dell’acqua: una risorsa fondamentale per l’agricoltura, per il vigneto e per l’equilibrio del territorio.
In alcune progettualità, il lavoro parte proprio dalla gestione delle acque e dalla valorizzazione della risorsa idrica. Questo può significare osservare come l’acqua si muove nel territorio, come entra in relazione con il vigneto e come può essere gestita anche oltre i confini della singola proprietà.
L’agroforestazione diventa perciò parte di una visione più ampia, che considera il vigneto insieme al paesaggio, al suolo, al clima e alle risorse naturali presenti.
La sostenibilità prende così una forma più concreta: riguarda l’ambiente, la possibilità di rendere il progetto replicabile, la sua sostenibilità economica e il modo in cui quel luogo potrà essere vissuto nel tempo.
Replicabilità: un modello applicabile a contesti diversi
Un progetto di agroforestazione deve poter dialogare con territori diversi. Ogni luogo ha caratteristiche proprie: piante già presenti, condizioni climatiche, suoli, paesaggi, superfici disponibili ed esigenze produttive.
Per questo, il modello non può essere identico ovunque. Deve potersi adattare al contesto, in cui viene inserito.
La replicabilità nasce proprio da questa capacità: mantenere un principio comune e declinarlo in modo diverso, in base al territorio e alle possibilità dell’azienda.
Un progetto agroforestale può svilupparsi anche su superfici ridotte, purché sia pensato con attenzione e coerenza. In questa visione, l’agroforestazione diventa un luogo vivo, fruibile e capace di accogliere le persone.
La sostenibilità economica è parte del progetto: un modello replicabile deve essere comprensibile, applicabile e proporzionato alle risorse disponibili.
Vivere il luogo, oltre la visita
Un progetto di agroforestazione riguarda anche il modo in cui le persone entrano in relazione con il luogo. Il bosco, in questa visione, diventa uno spazio in cui piante, vite e presenza umana possono convivere.
L’obiettivo è creare un ambiente da vivere, attraversare e comprendere con i sensi: osservando, camminando, ascoltando, riconoscendo profumi, colori e cambiamenti. Vivere un luogo significa sentirsi parte di ciò che accade al suo interno e così la sostenibilità diventa più concreta: si vede, si percepisce e si comprende attraverso l’esperienza diretta.
Il progetto può e deve aprirsi anche ai giovani, alle scuole e ai cittadini, creando nuove occasioni di incontro tra viticoltura, ambiente e comunità.
L’agroforestazione diventa così uno spazio educativo e culturale, capace di avvicinare le persone al vigneto e al territorio in modo più consapevole.
Giovani, scuole e continuità generazionale
L’agroforestazione ha bisogno di tempo. Un progetto di questo tipo cresce, cambia e si trasforma anno dopo anno perciò coinvolgere le nuove generazioni diventa una parte importante del percorso.
Chi avvia oggi un progetto agroforestale ne vedrà alcune fasi, mentre saranno i giovani a raccoglierne l’evoluzione nel tempo. Da qui nasce il valore educativo del progetto: aiutare ragazzi, scuole e nuove generazioni a comprendere il significato di ciò, che viene avviato oggi. L’agroforestazione può diventare un’eredità viva, capace di creare continuità tra chi inizia un percorso e chi lo porterà avanti.
Il desiderio emerso nel confronto è, che un giovane possa riconoscere il valore di ciò che è stato iniziato prima di lui e dire: “Mio nonno ha fatto partire questo progetto e io lo sto portando avanti”.
In questa visione, il progetto agroforestale diventa un sistema che evolve nel tempo, mantenendo solide le proprie radici.
Il vino come ambasciatore dei valori del territorio
Il vino racconta sempre il luogo da cui nasce e nel progetto di agroforestazione, questo racconto si amplia: il vigneto viene osservato insieme al paesaggio, al suolo, alla biodiversità, al microclima e alle relazioni che lo circondano.
In questa visione, il vino diventa un ambasciatore del territorio, perché porta con sé non solo la qualità dell’uva, ma anche il valore del contesto in cui la vite cresce.
Attraverso VitiSilva, il racconto del vino può includere la protezione della vite, la cura del paesaggio, la presenza della biodiversità e il legame tra ambiente, produzione e cultura del luogo.
L’agroforestazione diventa così anche un modo per comunicare il vino in modo più ampio, collegandolo alle relazioni vive, che costruiscono l’identità di un territorio.
Una parola per definire il progetto di agroforestazione
Alla domanda “una parola con cui definire il progetto di agroforestazione”, i professionisti coinvolti hanno risposto con cinque parole, che raccontano bene il senso di VitiSilva: prospettiva, solidità, evoluzione, valore e anima.
- Prospettiva, perché l’agroforestazione guarda al lungo periodo. Un progetto di questo tipo nasce oggi, cresce nel tempo e va pensato anche per ciò che potrà diventare negli anni.
- Solidità, perché si basa su fenomeni naturali consolidati. La natura offre già dinamiche, relazioni ed equilibri che possono essere osservati, compresi e valorizzati.
- Evoluzione, perché richiede un cambiamento nel modo di guardare alla tecnica produttiva. Il progetto segue un percorso, che si adatta al luogo e alla sua naturale trasformazione.
- Valore, perché dà un orizzonte di senso al lavoro quotidiano. L’agroforestazione permette di collegare la professione a una visione più ampia, fatta di territorio, ambiente, produzione e futuro.
- Anima, perché l’obiettivo è anche creare un luogo capace di generare benessere. Uno spazio, in cui le persone possano ritrovarsi, vivere un’esperienza positiva e tornare a casa con la sensazione di essere state bene.
In queste cinque parole si concentra la natura del progetto: un percorso tecnico, ambientale e umano, pensato per evolvere nel tempo insieme al vigneto, al bosco, al territorio e alle persone che lo vivranno.
VitiSilva: un percorso di ricerca, osservazione e futuro
VitiSilva racconta l’agroforestazione come un percorso, che cresce nel tempo. È un progetto, che unisce più dimensioni: la ricerca scientifica, la lettura del territorio, la biodiversità, i servizi ecosistemici, la viticoltura, il paesaggio e la relazione tra persone e luogo.
Al centro c’è l’osservazione, di ciò che può nascere dall’incontro tra vite, alberi, arbusti, bosco, suolo e biodiversità. Ogni elemento viene letto nella sua relazione con gli altri, per comprendere come possa contribuire all’evoluzione del sistema viticolo.
VitiSilva lavora su un approccio adattabile, capace di prendere forma in modo diverso a seconda del territorio.
Ogni luogo ha caratteristiche proprie e proprio da queste caratteristiche nasce il progetto: dalla storia, dal paesaggio, dalle specie presenti, dalle condizioni climatiche e dalle possibilità dell’azienda.
In questa visione, l’agroforestazione diventa un modo per accompagnare il vigneto verso nuove possibilità, mantenendo insieme produzione, ambiente, ricerca e valore umano.









