L’impronta ecologica è un metodo di misurazione che indica quanto territorio biologicamente produttivo viene utilizzato da un individuo, una famiglia, una città, una regione, un paese o dall’intera umanità per produrre le risorse che consuma e per assorbire i rifiuti che genera. Il metodo consente di attribuire, sulla base di dati statistici relativi ad ogni Paese, un’impronta ecologica di un certo numero di ettari globali pro capite come “necessità” di territorio biologicamente produttivo. Analogamente, ma restringendo il campo a un parametro più tangibile, concreto e misurabile, l’impronta carbonica, che traduce l’anglofono “Carbon footprint”, è la misura dell’impatto delle nostre attività sull’ambiente, in particolare sul cambiamento climatico, a causa del rilascio di gas ad effetto serra.
Per eseguire questo computo si adotta un software di calcolo, chiamato sinteticamente “Calcolatore del Carbonio” (Carbon calculator), che permette di stimare la quantità di gas a effetto serra prodotta durante un processo industriale a causa di tutti i fattori produttivi, tra cui il consumo di energia necessaria per il processo produttivo in sé, per il riscaldamento o il raffreddamento, per il trasporto delle materie prime, per l’acquisto di materiali di consumo, e così via per ogni passaggio della filiera.